Introduzione alla carta archeologica del territorio di Tindari.
Negli ultimi decenni si è accelerato, in tutte le regioni del bacino del Mediterraneo, il processo che sembra ormai connaturale alla modernità di continua e progressiva distruzione dei segni e delle forme che conferiscono originalità, riconoscibilità, senso e abitabilità al territorio, ovvero di tutto ciò che fa di un territorio, di un ambiente naturale un paesaggio culturale, ovvero uno spazio che non è più estensione inerte di terra, ma un tessuto umano concretamente vivente perché qualificato dalla profonda sedimentazione storica di avvenimenti e di attività di comunità che imprimendovi e cancellandovi segni, lasciando tracce molteplici e significati, intrecci di interazioni dense e profonde, su più dimensioni, con l’ambiente e tra loro, gli hanno conferito una fisiognomica2 unica, condivisa e irripetibile, esprimendovi così, storicamente e simbolicamente3, la propria identità.